Monday, September 29, 2008

L’italiano, una lingua che imparo


Mi piace sempre imparare lingue e credo che ogni lingua ha la sua propria struttura e bellezza, e anche, come tutti gli esseri umani, ha diritto alla vita. È adesso scrivo in italiano non perché già posso farlo senza difficoltà, però piuttosto perché voglio imparare a scrivere qualcosa molto semplice in questa lingua, la di Dante e Boccaccio. Penso que è più facile cominciare con qualche cosa che non ha bisogno di molta energia. Espero che sia d’accordo con mi.

I miei cari lettori, oggi non posso ancora dire tutto in questa bella lingua perché per fare una sola frase, ho bisogno di pensare più di una volta – è veramente un’esercizio di linguistica. Comunque, ho fato qualcosa nuova ed impegnativa nella mia vita e debbo continuarlo benché sia faticoso. Quanto spesso fa qualcosa nuova nella sua vita?

Per concludere, voglio dire che imparare una lingua è come aprire una porta di tesoro. Dato che ogni lingua è parte integrale di una cultura, è migliore conoscere una cultura per mezzo di sua lingua. Però ognuno ha la sua propria ragione di fare qualcosa, vero? Buona fortuna!


Yogyakarta, 23 agosto 2008

MANDOLIN

Karya: Paul Verlaine


Para penyumbang serenade
Dan pendengar yang molek
Bertukaran kata-kata hambar
Di kolong ranting berdendang.

Ini Tircis dan ini Aminte,
Dan ini Clintandre yang langgeng,
Ini Damis yang tlah berulang-kali
Kejam gubah banyak sajak mesra.

Jas-jas pendek sutra milik mereka,
Gaun-gaun panjang berbuntut mereka,
Keanggunan, kegembiraan mereka,
Dan sosok-sosok biru lembut mereka

Berkisar-kisar dalam ekstase
Rembulan merah jambu dan kelabu,
Dan mandolin pun angkat bicara
Di tengah desiran angin sepoi-sepoi basah.


Diterjemahkan di Jogja
27 Desember 2004


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MANDOLINE

Les donneurs de sérénades

Et les belles écouteuses
Échangent des propos fades
Sous les ramures chanteuses.

C'est Tircis et c'est Aminte,
Et c'est l'éternel Clitandre,
Et c'est Damis qui pour mainte
Cruelle fait maint vers tendre.

Leurs courtes vestes de soie,
Leurs longues robes à queues,
Leur élégance, leur joie
Et leurs molles ombres bleues

Tourbillonnent dans l'extase
D'une lune rose et grise,
Et la mandoline jase
Parmi les frissons de brise.